Showing posts with label identity. Show all posts
Showing posts with label identity. Show all posts

Monday, November 28, 2016

La etica e gli adolescenti

Elena Leal Diaz, Cooperatrice Salesiana, con alcuni preadolescenti a Mornese

Capitolo Quarto: Spiritualità come cammino di fede integrata: approccio genetico-psicologico


Spiritualità giovanile: Condivisione del 23 novembre 2016
Gruppo di lingua italiana:
Benjamin Gahungu e Rafał Muda

Lo scopo del capitolo quarto è quello di mostrare i processi dello sviluppo degli adolescenti. La grande ricchezza di questa parte del nostro corso è quella che esso ci aiuta a comprendere meglio come si svolge questo “cammino” della vita dei ragazzi, notare i problemi e le sfide che esso assume.

In primo luogo bisogna dire che uno dei temi ripresi in considerazione era l'importanza della Cresima nella vita cristiana. Essa è una realtà di cui si parla molto, in modo particolare nel senso negativo dicendo, ad esempio, che questo sacramento è uno solenne “Arrivederci” detto alla Chiesa. Un elemento molto interessante e di una grande importanza era quello di notare che nelle varie chiese locaci (nazionali) il Sacramento di Cresima viene strumentalizzato. Spesso si dimentica che esso è il segno della grazia di Dio e non dovrebbe essere usato soltanto come un passo, o meglio di dire il strumento, nel processo di maturazione o come un requisito del Matrimonio.

 Un altro tema che ci dato molto da pensare e su cui abbiamo discusso molto (la questione che abbiamo già accennato la settimana scorsa) era il sistema etico dei adolescenti e i motivazioni del loro comportamento. Si può notare che da un lato i ragazzi sono aperti ai valori “alti” come la giustizia, la pace, l'amore ma dall'altro lato non li identificano con la Chiesa cattolica. Perlopiù, ci siamo resi conto che tanti degli adolescenti sono capaci di sacrificare il suo tempo, facendo ad esempio il volontariato ai poveri e senzatetto nella parrocchia in luogo dove loro abitano, ma allo stesso tempo non sentono (anzi, ogni tanto negano) la necessità di partecipazione nella vita sacramentale che “offre” la stessa parrocchia. Nonostante, vale la pena di dire che questo, più che una cosa da lamentare, può diventare una possibilità della prima evangelizzazione (primo annuncio). Inoltre, questo “stare insieme” può diventare la bella occasione di dare testimonianza o chiarire alcuni pregiudizi versati verso la Chiesa.

Pastorale universitaria, Royal Holloway, UK (foto di John Dickson)
L’ultima cosa che vorrei sottolineare è quella che il capitolo quarto descrive in modo molto preciso, sul punto di visto psicologico, lo sviluppo degli adolescenti. Allo stesso tempo gli autori indicano i problemi, o meglio di dire le difficoltà, che con cui si devono affrontare i giovani. Per questo, è venuta proposta questa domanda: Anche l’angoscia di fronte al nonsenso può suscitare un certo modo di speranza verso Dio. Come si può sfruttare questo momento particolare della vita degli adolescenti? Come aiutare a far incontrare il giovane con una tradizione del senso e di speranza, anche quella religiosa (contesto della negazione della religione)? Perlopiù, in questo contesto appare un’altra domanda, ancora più importante: quale dovrebbe essere il modello di accompagnamento in questo percorso?

Secondo noi, tutti i preti i responsabili per la pastorale giovanile, gli educatori dovrebbero essere come Gesù che cammina a Emmaus. Noi tutti dobbiamo sentire, provare di far capire, ascoltare, semplicemente essere con coloro che, pieni delle angosce e paure non si sentono bene, che hanno dei problemi, che cercano la consolazione.

Sommario di don Rafał Muda