Gruppo di lingua italiana:
Ernesto di Fiore, Benjamin Gahungu, don Rafał Muda e Yoshikazu Tsumuraya
Capitolo secondo
La spiritualità nel contesto della religione cristiana
9 Novembre 2016
Nella nostra condivisione abbiamo lavorato su due gruppi di domande:
1. Domande indirizzate ai giovani
Cosa la Chiesa, rimanendo fedele a Cristo suo Capo, potrebbe cambiare (contenuto e metodo) per offrirvi lo spazio necessario nella vostra ricerca di senso? Quali sono i componenti fondamentali della spiritualità della religione cristiana (in Giappone) per vivere nella società? Come vivi praticamente la fede nella vita quotidiana? Che cosa è la spiritualità? Per te, la spiritualità fa parte importante nella tua vit? A quale religione si riferisce oggi la spiritualità?
2. Domande indirizzate agli adulti(genitori, educatori, formatori e pastori)
Come possiamo testimoniare ai giovani di oggi che Cristo è Via, Verità e Vita? Come si può spiegare ai giovani il rapporto tra fede e l’impegno sociale (lavoro, volontariato, ...)? Perché oggi tanti ragazzi negano le istituzioni come la Chiesa, i vescovi, i preti? Secondo te, le altre religioni (Induismo, Buddismo, Islam, ...) sono una minaccia per il cristianesmo o possono aiutare a comprenderlo meglio e arricchendolo?
Risultati della Condivisione
1. Oggi un certo numero di giovani si dichiarano credenti ma non praticanti. Infatti si vedono bambini/ragazzi che frequentano le nostre parrocchie per la catechese in vista della prima comunione e della cresima. Dopo la cresima questi giovani spariscono uno dopo l’altro, si allontanano della Chiesa e dai suoi misteri (i sacramenti) pure dichiarandosi credenti. Con lo stesso atteggiamento sentiamo anche tanti giovani che dicono: Dio-Si, Chiesa-No. Si nota, molto spesso dunque, che tanti adolescenti frequento la catechese non tanto per la loro libera scelta ma per quella dei genitori o per il bisogno di trovare un gruppo nel quale crescere insieme ad altri. Per questo, quando sono giovani, si sentono liberi di scegliere compagni, amici e varie proposte che offre la società. La Chiesa potrebbe dunque adattare il suo metodo valorizzando tutti gli strumenti della Nuova Evangelizzazione e favorendo il protagonismo giovanile che permette ai giovani di essere evangelizzatori dei giovani. La Chiesa potrebbe anche (per esempio in Giappone) coinvolgere i giovani nell’impegno sociale spiegando bene però la visione e l’attegiamento del cristiano per le sfide come il rispetto della vita (pena di morte, suicidio, ...), la questione nel centrale nucleare, l’immigrazione, ....
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| Paolo VI (© L’Osservatore Romano) |
2. Paolo VI diceva che il mondo attuale ha più bisogno di testimoni che di maestri. E le scienze umane non cessano di confermare il valore dell’apprendimento con imitazione. I genitori, gli educatori, i formatori e i pastori sono chiamati ad essere testimoni autentici del messaggio evangelico sottolineando che il kerygma parte dalla passione e morte di Cristo, quindi da come Lui ha vissuto il dramma della sofferenza, della mancanza e del vuoto (di questa esperienza nasce proprio il bisogno di spiritualità) per testimoniare ai giovani che ogni cristiano, in quanto morto e risorto in Cristo, vive la stessa esperienza e trova in Cristo la via di senso. Non bisogna dimentacare però che le esperienze di mancanza di senso sono diverse secondo le persone e i contesti. La testimonianza quotidiana degli adulti (genitori, educatori, formatori e pastori) potrebbe servire di grande aiuto per spiegare e dimostrare ai giovani il rapporto che esiste tra la fede e l’impegno sociale.

3. La nostra condivisione ci ha portati anche ad affrontare il tema dello Spirito Santo. La Chiesa ci insegna che dal momento del Batttesimo lo Spirito di Dio abita nel cuore dell’uomo. Ci chiediamo dunque come viene percepita e vissuta un tale PRESENZA in ognuno dei membri della comunità cristiana. Come viene vissuta ed attualizzata questa esperienza relazionale con qualcuno che abita (lo Spirito di Dio) in noi?
Sommario per Benjamin Gahungu